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Chi siamo

Un comportamento prosociale è:

messo in atto a proprie spese, al fine di realizzare o migliorare il benessere di altre persone o ridurne lo stato di sofferenza

Mussen e Eisenberg-Berg, 1985; Roche 1990

…in assenza di pressioni esterne quali la promessa di una ricompensa o la minaccia di una punizione ed in un contesto in cui l’emittente non stia adempiendo ad obblighi di ruolo

Salfi e Barbara, 1991

Parliamo di “cultura” prosociale in quanto è nostra convinzione, sostenuta dall’evidenza scientifica, che “fare” prosocialità sia strettamente legato “all’essere” prosociale. Quindi riteniamo la prosocialità non soltanto un potente strumento professionale, ma soprattutto una consapevole scelta di vita.

Vision

Vogliamo una comunità in cui i legami tra le persone si fondano sulla dimensione della reciprocità nella convinzione che questo generi benessere per la persona e per la collettività

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Mission

Ci proponiamo di diffondere la “cultura” della prosocialità al maggior numero di campi del sapere e dell’agire, che vanno dalla psicologia, all’economia, all’organizzazione aziendale.
Riteniamo la prosocialità uno strumento potente per la promozione dei valori umani universali: socialità, condivisione, cooperazione, rispetto, accoglienza e riconoscimento della ricchezza della diversità, pace, benessere psicologico, unità, comunicazione di qualità, empatia.

La nostra storia

L'Associazione ISAC Pro

L’Associazione I.S.A.C. Pro è un’associazione no profit di Promozione Sociale nata nel 1983 con lo specifico intento di diffondere la cultura della prosocialità nella convinzione che ciascuna persona possa esprimere la propria individualità nelle interazioni con l’altro o con il gruppo, traendo la propria autorealizzazione dall’essere consapevolmente per l’altro.
Ispirati e motivati da grandi ideali, un gruppo di giovani professionisti tarantini con diverse formazioni, decidono di unire le proprie professionalità per mettere al vaglio della ricerca scientifica un‘idea: quella di vedere nell’altro il fine della propria esistenza. Così è stato decodificato il comportamento prosociale, inteso come il comportamento che, in assenza di una promessa di ricompensa e/o della paura per la minaccia di una punizione, e non adempiendo ad obblighi di ruolo, aumenta lo stato di benessere dell’altra persona o ne riduce quello di malessere. In altre parole, si tratta di tutti quei comportamenti di aiuto caratterizzati dall’essere gratuiti e disinteressati di un ritorno. I beneficiari di questo comportamento possono essere soggetti singoli, gruppi o mete sociali.
Così i giovani ricercatori di I.S.A.C. Pro hanno cominciato a studiare il comportamento prosociale: partendo da un attento studio delle già esistenti ricerche in merito a questo costrutto, che hanno potuto evidenziare l’esistenza in natura di tale comportamento (si parla infatti di comportamento prosociale come patrimonio dell’umanità), si sono posti una domanda: è possibile educare alla prosocialità?
Prima in un istituto scolastico di Massafra, in provincia di Taranto, e poi esteso su tutta la popolazione scolastica elementare di Potenza, l’I.S.A.C. Pro ha definito un disegno di ricerca sperimentale che ha permesso di trovare risposta affermativa all’ipotesi di ricerca e che ha portato alla definizione del T.A.P., Training di Abilità prosociali, un percorso d’apprendimento graduale e per fasi che prevede l’apprendimento di diverse abilità, prerequisiti del comportamento prosociale.
Gli studi e le applicazioni sul campo del T.A.P. sono continuati fino al momento in cui i ricercatori hanno potuto affermare che tale training non solo è in grado di educare alla prosocialità, ma soprattutto può essere un modello utilizzabile anche in numerosi altri campi dell’agire umano. In altre parole si è dimostrato che esiste un modello di educazione prosociale che può essere applicato in tutti gli ambiti, dalla disabilità alle organizzazioni, dai progetti di comunità alla psicoterapia, e che funge da orientamento delle condotte relazionali che caratterizzano quello specifico ambito. Alcune di queste ricerche sono state oggetto di pubblicazioni scientifiche.

La Cooperativa ISAC Pro

Siamo arrivati così al 2011, anno in cui si è deciso di costituire, con la stessa denominazione dell’Associazione, una
cooperativa sociale con lo specifico intento di fornire un’opportunità lavorativa più definita ai numerosi giovani che pian piano si stavano affiancando a questa realtà. Questi rappresentano realtà professionali e contesti regionali diversi, in quanto dislocati in più zone d’Italia (Umbria, Abbruzzo, Toscana, Puglia).
Negli anni sono state numerose le persone che hanno dato e continuano a dare il proprio contributo nella ricerca e nella divulgazione della cultura prosociale in ogni ambito del sapere: dalla psicologia all’organizzazione aziendale, dall’economia
all’amministrazione pubblica.
E altrettanto numerose sono le realtà che si sono create e consolidate al fine ultimo di perseguire il bene dell’altro, nella convinzione che questo fa bene anche a me e fa crescere la comunità.
Ad oggi, I.S.A.C. Pro associazione e I.S.A.C. Pro Cooperativa sociale costituiscono due realtà parallele poiché intervengono negli stessi ambiti ma, la prima, ponendosi come istituto di ricerca e formazione, mentre la seconda come organizzazione di servizi.

L'Associazione Comunità

Inoltre, un gruppo di tre giovani tarantini al fianco di I.S.A.C. Pro, ha partecipato e vinto al bando della Regione Puglia Principi Attivi 2012 costituendo l’associazione Comuni(Tà) che lavora al fianco di I.S.A.C. Pro nella realizzazione di percorsi di autonomia abitativa nell’HUB ‘Mediterraneo’ a Taranto. Il gruppo in questione è stato riconosciuto vincitore per la forte componente di Innovazione Sociale che costituisce l’iniziativa proposta, qual è quella di Mediterraneo.